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Lago di Bracciano. La Regione blocca Acea. IQ ha intervistato il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Leodori.




Fonte: Giornale Informazione Quotidiana

di Pietro Bardoscia 

Con due atti amministrativi, la Regione Lazio il 21 Luglio 2017 ha determinato la sospensione del prelievo dell’acqua dal lago di Bracciano. Questa scelta è scaturita da diversi elementi. Innanzitutto, dal consolidarsi delle condizioni di deperimento del lago e, quindi, per determinare l’avvio di un’azione di salvaguardia relativa agli aspetti ambientali-naturalistici del bacino, con l’obiettivo di recuperare per quanto possibile la sua naturale integrità ecologica. Il decremento negativo del lago è stato dovuto essenzialmente a due fattori: al prelievo per l’approvvigionamento idropotabile e all’evaporazione, particolarmente intensa in relazione alle alte temperature, e aggravata dalla perdurante assenza di precipitazioni nei mesi scorsi.

In questo quadro, quindi, il Direttore regionale delle Risorse idriche ha oggi firmato l’ordinanza che impone ad Acea ATO 2 S.p.a. di azzerare ogni prelievo della risorsa idrica dal bacino del lago di Bracciano, entro e non oltre le ore 24 del giorno 28 luglio prossimo, onde consentire il ripristino del livello naturale delle acque del lago e della loro qualità. Acea ATO 2 S.p.a., inoltre, sarà tenuta a trasmettere alla Direzione regionale i dati giornalieri del livello idrometrico del bacino. L’ordinanza rivolta al gestore intende anche ricondurre nei corretti binari le quote di captazione stabilite. Tale ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017.

Al contempo, l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali, Fabio Refrigeri, ha firmato una missiva indirizzata alla Città metropolitana di Roma Capitale, affinché disponga quanto necessario per intimare, entro gli stessi tempi previsti dall’ordinanza, lo stop ai restanti impianti e dispositivi di captazione, pubblici e privati, che insistono sul Lago di Bracciano.

Informazione Quotidiana ha intervistato l’On.Daniele Leodori Presidente del Consiglio Regionale del Lazio in merito a questa vicenda.

Presidente La Regione Impone ad Acea la sospensione dei prelievi dal lago di Bracciano. Lei che da mesi si è attivato in prima persona, insieme a tanti altri, si ritiene soddisfatto?

È il primo passo che mette in evidenza lo stravolgimento da parte di Acea della concessione del 1990, che prevedeva il prelievo per emergenze idriche o periodi di manutenzione dei principali acquedotti, Peschiera, Acqua Marcia e Simbrivio. Acea Ato 2 deve tornare ad investire per potenziare la portata degli adduttori dalle sorgenti. I profeti sono nel cassetto. Li tiri fuori e li realizzi.

La sospensione è sino a Dicembre 2017, pensa che nel 2018 si possa ripresentare il problema?

Questa misura va resa strutturale, riconducendo il prelievo ai livelli ordinari degli anni scorsi. Se permanesse la mancanza di piogge andrà mantenuto a tempo indefinito.

Come giudica l’operato della Raggi su questa vicenda?

Mi è parso che la sindaca sia stata in balia delle decisioni di Acea Ato2 e del ricatto da essa messo in atto di razionare l’acqua a Roma, dopo averlo fatto nei comuni della Città Metropolitana senza battere ciglio. Cosa grave per lei che è anche Sindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale e dovrebbe tutelare i cittadini di tutti i comuni.

La verità è che in questi anni Ato2 è stata il salvadanaio di Roma e in nome del business Acea Ato 2 ha continuato a far allacciare comuni senza curarsi di adeguare le forniture di acqua. È bastato un inverno secco per far esplodere il bubbone.

Certo che per una sindaca eletta con lo slogan dell’acqua pubblica non è un gran risultato.






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